Frutta secca: questo alimento è stato oggetto di molti studi, è un concentrato di sostanze nutritive benefiche.
Ieri era considerato un cibo per poveri, oggi è l’alimento più gettonato dai salutisti: la metamorfosi vissuta dalla frutta secca nell’arco di pochi anni, da quando la ricerca nutrizionale ha rivelato che i semi oleosi (ossia noci, nocciole, mandorle, pinoli e Co.) sono uno scrigno di preziose sostanze nutritive. Al punto che oggi i nutrizionisti affermano che i semi oleosi non dovrebbero mai mancare in una dieta bilanciata tutto l’anno.
Occhio alle calorie
Per avvalersi dei suoi benefici, bisognerebbe consumare la frutta secca in modo regolare. Ma come la mettiamo con le calorie? I nutrizionisti parlano di un consumo intelligente: il che significa mangiarla spesso ma in piccole dosi.Il quantitativo ideale di frutta secca sgusciata da consumare cinque volte alla settimana è di circa 30 g per i semi oleosi e di 40 g per la frutta morbida denocciolata.
Le porzioni giuste sono 7/8 mandorle, o 3 noci o un pugno di pinoli o 10/15 arachidi.
Come e quando consumarla
A colazione
Nocciole e mandorle rendono più gustoso e gustoso il classico yogurt bianco, mentre noci e mandorle si sposano alla perfezione con lo yogurt greco, meglio se con l’aggiunta di un cucchiaino di miele e con fiocchi d’avena.Come snackÈ il momento giusto per un centrifugato di carote, ricco di betacarotene che aiuta ad avere anche un bel colorito e una pelle soda. Per assimilarlo ancora meglio, basta inserire nel centrifugato una piccola manciata di frutta secca oleosa, come noci o mandorle.
A pranzo
Che si mangi a casa, a mensa o al bar si può sempre terminare il pranzo con una macedonia di frutta fresca di stagione o di frutta esotica, completata con noci, nocciole mandorle.
Frutta secca: ecco come usarla
Anacardi
Possono essere considerati degli integratori naturali di potassio e magnesio, ma anche di vitamine e arginina. Si possono consumare in abbinamento con i gamberetti e i crostacei, sopra il gelato o il budino alla vaniglia.
Arachidi
In realtà non sono un seme oleoso, ma un legume, e come tale sono una fonte privilegiata di proteine vegetali. Inoltre si è scoperto di recente che contengono anche tanto resveratrolo, l’antiossidante tipico del vino rosso. Oltre che per accompagnare gli aperitivi, si possono tritare nella panatura delle fettine di carne. Da provare nelle insalate di frutta e ortaggi, come quella di papaya, fagiolini e pomodorini.
Mandorle
Sono il seme oleoso più ricco di fibre, forniscono vitamina E e rappresentano una buona fonte di calcio. Si sposano bene con formaggi teneri e saporiti, come il pecorino fresco, con il miele, con le carni bianche o il riso pilaf.
Nocciole
Nella classifica per contenuto di vitamine si collocano al primo posto tra i semi oleosi perché ne contengono diverse e in buone quantità ( la B1, la PP, la A e la C). Da tenere presente anche l’apporto di fibre, che rende le nocciole blandamente lassative. In cucina si sposa bene con cacao e cioccolato, ma si può provare anche con gli arrosti, formaggi molli e delicati e per aromatizzare il caffè.
Noci
Hanno un’ottima densità nutrizionale, perché forniscono non solo grassi, proteine e zuccheri, ma anche molti minerali. Hanno un profilo nutrizionale buono, ma vanno dosate con cura perché sono molto caloriche. L’ideale è abbinarle a formaggi stagionati, o usarle per arricchire insalate miste e sughi vegetali per la pasta.
Pistacchi
Diverse ricerche hanno di mostrato che consumare 25/30 g al giorno di pistacchi cinque volte alla settimana aumenta il livello del colesterolo Hdl (quello buono). Inoltre, hanno un buon contenuto di potassio. Abbinamenti gustosi di questo tipo di frutta secca sono quelli con i formaggi cremosi per condire la pasta corta, ma si possono abbinare anche a molti salumi, ecc.








